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Identità, autorità e comunità

«Identità, autorità e comunità» sarà il tema di una consultazione internazionale a Woodbrooke College, Selly Oak, Birmingham, 18-22 luglio 1997. Invista di questa, il gruppo di Bologna, in vari incontri, ha espresso questo documento:


1. Che cosa distingue per voi gli Amici?

Il tratto distintivo dell'esperienza degli Amici consiste nell'incontro silenzioso, (il "culto"), che può essere oggi inteso e vissuto nel senso più ampio: come ricerca della luce, come adorazione, come meditazione, come momento generativo di parole nuove.

2. Qual è il vostro rapporto con la prassi e le idee degli altri Amici?

Abbiamo scoperto per conto nostro la via dei Quaccheri, e la viviamo a nostro modo, senza altri punti di riferimento in Italia. Quando tuttavia incontriamo altri Amici fuori Italia rileviamo la coincidenza con quello noi siamo. Per stabilire quello che corrisponde o non corrisponde alla concezione degli Amici ci riferiamo alla esperienza e alla pratica quacchera: ai primi scritti degli Amici, a quello che abbiamo visto in altre comunità e alla nostra esperienza e alla nostra prassi.

3. Che rapporto avete con le altre chiese?

Rispetto alle chiese (in Italia ciò vuol dire la Chiesa cattolica), sentiamo che il nostro elemento distintivo è la libertà, non come indifferenza o fastidio verso ogni norma, ma come attenzione e docilità all'autorità interiore. Di fonte alle istituzioni delle chiese ci atteggiamo con questa libertà, e riteniamo queste istituzioni talvolta apprezzabili, talvolta ammirevoli, talvolta non utili, comunque strumentali e non indispensabili,

4-5. Quale ruolo ha la Bibbia per voi?

La Bibbia non costituisce la base comune del nostro gruppo e il linguaggio biblico non è il linguaggio che abitualmente usiamo, anche se la Scrittura appartiene alla formazione di alcuni di noi. Per tutti la Bibbia è una fonte importante.

6. Studiate la Bibbia?

Studiamo la Bibbia avvalendoci di chi fra noi ha competenza.

7. Chi gode autorità tra voi?

Fra di noi riconosciamo a tutti un'autorità spirituale. L'esperienza e la pratica degli Amici sono il criterio principale in base la quale prendiamo le nostre decisioni.

8. Riconoscete i dono spirituali presenti fra voi?

Ci proponiamo di riconoscere e di valorizzare i doni spirituali di ciascuno.

9. Su chi fate affidamento?

Facciamo affidamento gli uni sugli altri, nell'ascolto, nell'accettazione, nel rispetto reciproco. Sappiamo di di dover ancora crescere molto in questa direzione.

10. Studiate insieme?

Diamo molta importanza allo studio, e ci avvaliamo delle diverse competenze che ci sono tra noi.

11-12. Dove e come riconoscete che Dio sta operando?

Alcuni di noi hanno detto: dove c'è giustizia e verità; altri: dove si cerca una luce interiore; altri: dove nella teoria e nella pratica si cerca di promuovere dignità e responsabilità; altri: dove si vive l'utopia; altri: dove c'è una uscita al di là del limite, al di fuori di situazioni apparentemente chiuse; altri: dove c'è chi fa cose che nessuno altrimenti farebbe, e dà senza attendere nulla in cambio.


Pagina curata da Simon Grant.
Aggiornata al 1997 I 17