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Lettera Quacchera

notiziario dell'Associazione religiosa degli Amici (Quaccheri)

n.29, ottobre-dicembre 1998

Gli appuntamenti degli Amici in Italia sono i seguenti.

Incontro di settembre 1998.
"Decidere di cambiare" è il titolo di due giorni di studio del gruppo di Bologna, "nello/sullo stile" degli Amici, svoltisi presso Palazzo Montefano (Budrio) il 12-13 settembre 1998. La meditazione è stata guidata da Brian Bridge ("Sull'esempio di Mosè"). Stefano Villani ci ha parlato di "Decisioni sul ponte della nave, prima della battaglia", Pier Cesare Bori di "Fare come gli angeli" "(su Pico della Mirandola). Il giorno seguente i temi sono stati "Darsi una disciplina" e "Decidere di mettersi insieme". E così cominciato un periodo di riflessione sulla vita comune del gruppo bolognese che è sfociato nell'approvazione del documento "La nostra via", riprodotto nelle pagine seguenti. Il 22 novembre il gruppo ha nominato segretario Andrea Guidotti, "anziano" Pier Cesare Bori, "responsabile dei servizi" Mauro Bonaiuti.

L'incontro annuale degli Amici in Italia avrà luogo il 28 marzo 1999.

Gli Amici del Westerly Monthly Meeting nel Rhode Island mandano al gruppo di Bologna una lettera in cui esprimono il loro desiderio di comunione, affidato anche alla mediazione di Meg Wadsworth, che vive tra Venezia e Stonington.

Discussioni

Una quantità di persone si augura il successo di qualche buona causa, ma ben poche si sforzano di far qualcosa per essa... "Qualcuno deve farlo, ma perché io?" è il ritornello dell'amabilità vile. "Qualcuno deve farlo, perché non io?" è il grido dello zelante servo dell'uomo, ardentemente impaziente di affrontare qualche dovere rischioso. Tra queste due risposte stanno secoli di evoluzione morale"(A. Besant, citato da W. James, Le varie forme dell'esperienza religiosa, tr. it. Morcelliana, Brescia 1998, p. 40). Il tentativo di vivere l'esperienza degli Amici in Italia è nato da un ragionamento che assomiglia a quello di Annie Besant. Il tentativo continua. Il testo che ospitiamo nelle pagine seguenti - il documento base del gruppo di Bologna - è una testimonianza di questa vita. Esso chiarisce che la via degli Amici che non è semplicemente la ricerca di spontaneità profetica, ma è anche la ricerca di modi e di regole che la rendano possibile, garantendo a tutti la parola, chiedendo a tutti di contribuire alla vita comune, assicurando la memoria delle decisione prese. Non è inutile ricordare che la pratica egualitaria degli Amici entrò, con le Lettere filosofiche di Voltaire, tra i modelli della democrazia europea. C'è un'obiezione all'esperimento quacchero in Italia, ed è nel fatto che esso non ha radici nella tradizione italiana. A questo si può rispondere che l'assenza di radici non è casuale, ma deriva dalla persecuzione contro gli evangelici sin dall'epoca medievale; che in particolare l'unitarianesimo - la forma umanistica delle Riforma - ebbe origine in Italia, donde fu egualmente scacciato; ma soprattutto che il radicamento (in un territorio, in una stirpe, in una cultura, in una lingua, persino in una immagine particolare, oggetto di culto) ha poco a che fare con le cose dello spirito, che - come si sa - si muove liberamente.

"Porta la spada sinché puoi"; il "Patto con gli Indiani", "Il Sacro esperimento": nel Journal of the Friends Historical Society, 2/58, J. William Frost studia criticamente questi tre temi cari agli Amici, legati alla memoria di William Penn. Anche se la presenza di tratti in un certo senso mitici non significa assenza di elementi storici, Frost mostra che primo tema appartiene alla tradizione orale, il secondo risale allo stesso Voltaire, il terzo si trova in una lettera di Penn del 1681, ma "experiment" vuol dire piuttosto "prova spirituale". È interessante la conclusione di Frost: "Vorrei suggerire che il modo in cui gli Amici dovrebbero affrontare la loro storia e i loro miti, come anche il loro ruolo nella società più ampia, è quello di tenere gli occhi ben aperti. Sarei felice che, quando sarà scritta la storia degli Amici nel secolo ventesimo, gli storici potessero concludere che, mentre gli altri erano ciechi, i Quaccheri stavano con gli occhi ben aperti".

La nostra via

Fondamenti

  1. Il tratto distintivo dell'esperienza degli Amici ("Quaccheri") consiste nell'incontro silenzioso (il "culto"), che può essere oggi inteso e vissuto nel senso più ampio: come ricerca della luce, come adorazione, come preghiera, come meditazione, come speranza di poter discernere la propria via, come momento generativo di parole nuove. La premessa di questo è la consapevolezza della presenza della luce interiore in ogni persona, che induce sia all'attenzione e all'ascolto reciproco, sia all'impegno sociale.
  2. Abbiamo scoperto la via dei Quaccheri e la seguiamo a nostro modo. Quando abbiamo incontrato altri Amici abbiamo rilevato la coincidenza con quello che noi siamo. Infatti per stabilire quello che corrisponde alla concezione degli Amici ci riferiamo all'esperienza e alla pratica quacchera: ai primi scritti degli Amici, a quello che abbiamo visto in altre comunità e alla nostra stessa esperienza e prassi.
  3. Rispetto alle chiese sentiamo che il nostro elemento distintivo è la libertà, non come indifferenza e fastidio verso ogni norma, ma come attenzione e docilità all'autorità interiore. Di fronte alle istituzioni delle chiese, ci atteggiamo con questa libertà e riteniamo queste istituzioni talvolta apprezzabili, talvolta ammirevoli, talvolta non utili, comunque non indispensabili.
  4. La Bibbia per alcuni di noi è fonte essenziale di ispirazione. Riteniamo comunque importante conoscerla, studiarla, e interpretarla nello Spirito. Apprezziamo anche le altre Scritture religiose, come testimonianza della luce, presente in ogni persona e tradizione.
  5. Ci proponiamo di valorizzare i doni spirituali di ciascuno e riconosciamo a tutti noi un'autorità spirituale. L'esperienza e la pratica degli Amici sono il criterio principale in base a cui prendiamo le nostre decisioni.
  6. Facciamo affidamento gli uni sugli altri, nell'ascolto, nell'accettazione, nel rispetto reciproco. Sappiamo di dover ancora crescere molto in questa direzione.
  7. Diamo molta importanza allo studio e ci avvaliamo delle diverse competenze che sono fra noi.
  8. Riconosciamo che Dio opera dove c'è giustizia, verità, bellezza; dove si cerca un luce interiore; dove nella teoria e nella pratica si cerca di promuovere dignità e responsabilità; dove si cerca di vivere un'utopia; dove c'è una uscita al di fuori di situazioni apparentemente chiuse; dove c'è chi fa cose che nessuno altrimenti farebbe e dà senza attendere nulla in cambio.

Regole

  1. Il "Segretario/a". Al Segretario o alla Segretaria spetta la responsabilità della preparazione e conduzione delle riunioni organizzative e delle altre riunioni oltre che della preparazione del verbale. Il verbale viene redatto durante la riunione, e viene letto, eventualmente modificato ed approvato al termine dal Gruppo. Il Segretario può avvalersi dell'aiuto di un collaboratore da lui scelto, che può sostituirlo in caso di impossibilità a prendere parte alle riunioni. Si occupa dell'accoglienza e della presentazione dei nuovi entrati e della cura dell'indirizzario.
  2. "Anziano/a" e "responsabile dei servizi". Tradizionalmente il primo impegno degli "anziani/e" è quello di curare la vita spirituale del gruppo e dei singoli membri. In questo s'inserisce anche il compito di incoraggiare la crescita della vita spirituale di ciascuno secondo le linee indicate nel documento "La nostra via" oltre che nel continuo confronto con la tradizione degli Amici. Viste le ancora piccole dimensioni del gruppo si deciso di nominare un solo Anziano o Anziana.
  3. L'impegno principale del/della "Responsabile dei servizi" attiene agli aspetti più pratici della vita del gruppo, come contribuire a creare un clima di accoglienza, servire gli altri e creare opportunità di servizio anche al di fuori del gruppo. In particolare si occuperà della cura e del mantenimento dei contatti con coloro che frequentano il gruppo saltuariamente. Il gruppo decide di nominare un solo o una sola "Responsabile dei servizi".
  4. Nomine. Tutte le nomine sono conferite dal gruppo per la durata di un anno e possono essere riconfermate al massimo due volte. Le nomine per le funzioni di Segretario/a, Anziano/a, e Responsabile dei Servizi saranno curate da un Comitato per le nomine il quale vaglierà le disponibilità e proporrà i nomi. La decisione finale spetta al Gruppo. Altri incarichi di ordine pratico verranno conferiti dal gruppo nell'ambito delle ordinarie riunioni organizzative avendo cura della massima condivisione possibile degli impegni. La nomina del Responsabile Nazionale, del Tesoriere e il Curatore Della Lettere Quacchera, spettano all'assemblea annuale (nazionale).

LQ è curata da Pier Cesare Bori- via Angelelli 18 40137 Bologna (Italy) tel. 051/6237608. E-mail bori@spbo.unibo.it. Le spese per ogni numero di LQ sono di circa £ 100.000. I contributi sono graditi. Il conto corrente postale del gruppo di Bologna ha il numero 24755407, intestato a Cecilia Clementel: chi intende contribuire alla vita del gruppo è pregato di servirsene, indicando la causale del versamento.