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Lettera Quacchera

notiziario dell'Associazione religiosa degli Amici (Quaccheri)

n.33, gennaio-giugno 2000

Gli appuntamenti degli Amici in Italia sono i seguenti:

Il Gruppo di bolognese ha deciso di riconfermare la sua organizzazione, e in particolare A. Guidotti nella sua funzione di segretario.
Pier Cesare Bori a causa di difficoltà personali non è in grado di assicurare la periodicità di LQ.

Per Silvia

Silvia è stata con noi sin dall'inizio della nostra esperienza. Molti anni sono passati, nel tempo esterno, e dentro di noi, compreso l'entusiasmo dei primi meetings. Ma le cose che abbiamo vissute che abbiamo vissuto, e le parole che ci siamo dette nel silenzio, hanno aiutato lei, e noi, esercitandoci al distacco. Nel momento del suo commiato, accanto a lei, sul suo letto azzurro, pieno di fiori, abbiamo letto questi testi, segnati da lei da un libro che le piaceva tanto (I mistici dell'Islam, Parma 1991).

Ho riflettuto molto sulle religioni, facendo uno sforzo per capirle, e le considero come i rami di un unico Principio.
Non domandare dunque all'uomo di adottarne una, perché lo allontanerebbe dal Principio Primo e Uno.
È certo invece che proprio il Principio Stesso deve venire a cercarlo; il Principio, Lui, nel Quale si illuminano tutte le grandezze e tutti i significati. E allora l'uomo comprenderà.

al-Hallaj

Esistono molte vie di ricerca, ma la ricerca è sempre la stessa.
Forse non vedi che le strade che conducono alla Mecca sono diverse,
l'una proveniente dal Bisanzio, l'altra dalla Siria,
e altre ancora che passano per la terra o per il mare?
Di conseguenza, la distanza da percorrere è ogni volta diversa,
ma quando arrivano alla fine,
le controversie, le discussioni e le divergenze di vedute scompaiono,
perché i cuori si uniscono.
Questo slancio del cuore non è la fede né la miscredenza,
ma l'amore.

(Rûmî)

O Mio Dio! Metti una luce nel mio cuore,
una luce nella mia tomba,
una luce nel mio udito,
una luce nella mia vista,
una luce nei miei capelli,
una luce nella mia carne,
una luce nel mio sangue,
una luce nelle mie ossa,
una luce davanti a me,
una luce dietro di me,
una luce su me,
una luce sotto di me,
una luce alla mia destra
e una luce alla mia sinistra.
O mio Dio!
Accresci la mia luce,
donami una luce,
fammi luce, O Luce delle luci,
con la Tua Misericordia,
o Misericordioso!

(Preghiera del Profeta)

Sappi che il mondo tutt'intero è uno specchio,
e in ogni atomo si trovano cento soli fiammeggianti.
Se tu fendi il cuore di una sola goccia d'acqua,
ne scaturiscono cento puri oceani.
Se tu esamini ciascun grano di povere,
mille Adami vi si possono scoprire...
In un seme di miglio è nascosto un universo;
tutto è raccolto nel punto del presente...
Da ogni punto di tale cerchio
sono tratte forme a migliaia.
E ciascun punto,
nel suo ruotare in cerchio,
è ora un cerchio,
ora un circonferenza che gira...

(Shabestâri)

"Non so che cosa sia una canzone" così comincia un'intervista a Leonard Cohen (da Canzoni da una stanza. Tutti i testi, a cura di M. Cotto, Arcana editrice, Milano 1993, p. 15-17)

"Non so che cosa sia una canzone, so che è ancora valido quello che hanno insegnato gli ebrei: "Dio è uno". Io non credo che significhi che c'è un solo Dio, ma che esiste una sola realtà, una sola cosa. E quella cosa può essere espressa in forme infinite. È un'ossessione che cresce con il con il passare degli anni. E più invecchi più diventi disponibile con anni, perché sei consapevole che esiste una sola cosa...
La maggior parte del tempo la dedichi a questa meravigliosa nozione della realtà come una. E alla bramosia di stringere in un abbraccio, nelle sue varie forme, ogni persona che incontri...

Domanda: "Ma la canzone può essere anche preghiera?"

Ogni cosa che ti consente di scioglierti nel mondo, di scomparire da te stesso, di darti via un poco, di aprire il tuo cuore è una preghiera...
Sono l'amore, le figure della bellezza, la preghiera, l'arte le chiavi magiche che ti consentono di uscire un attimo dalle nostre stanze delle ossessioni, di uscire da te stesso. Il fardello de nostri drammi personali è diventato molto pesante da portare e tutti noi attendiamo con fiducia il momento in cui potremo abdicare, svestirci di questo abito da re, abbandonare il trono di queste vite. La storia del re nudo è stata mal interpretata. Nessuno vuole le vesti del re, tutti vogliamo essere nudi l'un l'altro, perché è il modo migliore di dare via se stessi. E ogni canzone che ti consente di dare via te stesso è una buona canzone, una buona preghiera.

Tutti vogliamo salvarci e l'unico modo per salvarci è dare via noi stessi. E per dare via noi stessi abbiamo qualche possibilità: una poesia, una canzone, una preghiera. Quando riusciamo ad ottenere il nostro risultato non ci domandiamo in quale forma lo abbiamo ottenuto. Questo significa che quello che abbiamo dato - e possiamo chiamarlo in qualsiasi modo - era così bello che ci ha consentito di raggiungere la salvezza, anche se solo per il tempo lungo di un secondo. Se invece non abbiamo prodotto nulla di così sublime, ecco che la nostra mente si domanda quale forma abbiamo scelto, se quella cosa che abbiamo fatto è una poesia, una canzone, una preghiera...

Ti senti ancora un magnifico perdente?

L'idea che ci sia saggezza, conforto e bellezza nella sconfitta non mi ha mai abbandonato. Perché credo che l'unica vera esperienza dell'essere umano sia la sconfitta. Occasionalmente conosciamo il trionfo, raramente solleviamo la testa per salutare una vittoria. Il resto è sconfitta. Il nostro appetito divorante, la nostra cupidigia inesprimibile hanno conosciuto da vicino la solo la sconfitta. La vita è sconfitta, impotenza, ma non annullamento. Fin da adolescente ho accettato il fatto che non è necessario vincere per trovare le figure della bellezza, che dietro la sconfitta e la morte si nascondono molti conforti."


La nostra Via, il documento base del meeting di Bologna, approvato nel settembre 1998, è stato molto apprezzato dagli Amici fuori d'Italia: abbiamo notizie della traduzione in francese, inglese, tedesco e russo.


LQ è curata da Pier Cesare Bori, via Angelelli 18 40137 Bologna (Italy), tel. 051/6237608. E-mail bori@spbo.unibo.it. Le spese per ogni numero di LQ sono di circa £ 100.000. I contributi sono graditi. Il conto corrente postale del gruppo di Bologna ha il numero 24755407, intestato a Cecilia Clementel: chi intende contribuire alla vita del gruppo è pregato di servirsene, indicando la causale del versamento.